“L’istituzione e l’avvio della cabina di regia tra Governo Regioni e organizzazioni fieristiche, per la promozione e il coordinamento delle attività di un vero sistema fieristico nazionale è e potrà affermarsi sotto molti aspetti come esempio di una riforma degli strumenti necessari al rilancio del nostro sviluppo industriale, dopo la crisi e anche di un federalismo virtuoso, perchè associativo e non dissociativo e separatore tra Regioni e Stato” commenta Duccio Campagnoli che da assessore coordinatore delle politiche fieristiche regionali ha condiviso e sottoscritto con il Vice Ministro Urso lo scorso anno l’ideazione e la realizzazione della cabina di regia e che ora ne auspica il successo come consigliere d’amministrazione di Bologna Fiere. “Infatti – prosegue Campagnoli – dopo il passaggio della competenza sulle fiere alle regioni che ha dato come risultati postivi un maggior impulso all’investimento dei territori nelle fiere e al loro ammodernamento con le leggi che in molte regioni le hanno trasformate in spa, si poneva anche e da tempo l’esigenza, richiesta fortemente dal mondo delle imprese, di ricostruire un quadro di riferimento delle iniziative fieristiche per evitare i rischi crescenti di concorrenze e sovrapposizioni a somma zero. Così come di una piena utilizzazione del potenziale fieristico in Italia e all’estero in sinergia con gli altri enti di promozione dell’export e della internazionalizzazione del made in Italy a cominciare da Ice. Si può e si deve puntare alla crescita di un sistema fieristico nazionale articolato nei principali poli di eccellenza che si sono già affermati riconoscendone le specializzazioni come altrettante piattaforme del made in Italy: dalla grande “Fiera globale” di Milano alle Fiere dei distretti di Veneto e Nordest come dell’Emilia Romagna, Toscana, Liguria; alle fiere mediterranee di Roma, Napoli, Bari; ridefinendo cosi il ruolo altrettanto importante per piccole imprese e consumatori di fiere più territoriali. Un riconoscimento e un ringraziamento doverosi vanno al Vice Ministro Urso e ai dirigenti ministeriali che hanno creduto in questo strumento e ora concretamente lo mettono in campo”. Nonostante la pesantissima crisi del 2009, infatti, le fiere italiane hanno dimostrato una buona capacità di tenuta, rivelandosi centrali per favorire il processo di internazionalizzazione delle imprese e delle principali filiere produttive del nostro paese. Per questo anno sono previste 210 manifestazioni internazionali, con un incremento numerico del 5% rispetto al 2009, distribuite in tutte le regioni italiane e dedicate a 28 settori merceologici. Una media di 110 mila espositori l’anno, dei quali oltre il 27% proveniente dall’estero e circa 13 milioni di visitatori, di cui l’ 8 % provenienti dall’estero.
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