In ripresa le esportazioni delle regioni italiane.

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Istat nel suo rapporto sulle esportazioni delle regioni italiane sottolinea come l’Italia centrale e quella meridionale registrano aumenti superiori alla media nazionale (pari, rispettivamente, a piu’ 17,2 e piu’ 15,9 per cento).
La forte ripresa delle esportazioni nel 2010 ha interessato tutte le ripartizioni territoriali, ma nelle Isole ha fatto registrare un vero e proprio boom con un aumento del 51,7 per cento, dovuto al forte incremento delle esportazioni di prodotti petroliferi raffinati. Nelle isole gli aumenti sono pari, rispettivamente, a piu’ 17,2 e piu’ 15,9 per cento . In particolare, nel quarto trimestre 2010 rispetto al trimestre precedente emergono variazioni positive delle esportazioni per tutte le ripartizioni territoriali, con incrementi contenuti per le regioni nord-orientali (piu’ 0,3 per cento). Gli aumenti piu’ consistenti si registrano per il Mezzogiorno (piu’ 4,2 per cento) e per l’Italia centrale (piu’ 2,9 per cento).
Ma in valori assoluti su un totale di 337,5 miliardi di esportazioni (+15,7), l’Italia nord-occidentale continua a rappresentare la quota maggiore, con 134,8 miliardi (+14,1% sull’anno precedente), mentre quella nord-orientale ha registrato un export per 105,7 (+15,4%). L’Italia centrale ha visto un export di 53,4 miliardi (+17,2%) mentre il Sud Italia ha registrato 24,5 (+15,9%). Molto forte – ma con valori assoluti molto piu’ bassi – la crescita di Sardegna e sicilia (14,4 miliardi e +51,7%). A livello regionale nel 2010, i maggiori incrementi delle esportazioni per le regioni che contribuiscono di piu’ ai flussi commerciali con l’estero riguardano Sardegna (+59,4 per cento), Sicilia (+47,6 per cento), Lazio (+24 per cento), Puglia (+20,2 per cento), Trentino (+19,4 per cento) e Abruzzo (+ 18,8 per cento). Fra regioni piu’ rilevanti per le vendite all’estero,la crescita è più contenuta per Liguria (+1,9 per cento) e Friuli-Venezia Giulia (+7,9 per cento), mentre e’ inferiore alla media nazionale la crescita delle esportazioni per Marche (+11,2 per cento) e Lombardia (+14,1 per cento), regione per la quale si riduce leggermente la quota sul complesso delle esportazioni nazionali (dal 28,2 al 27,8 per cento).
Quanto ai paesi di riferimento dell’export l’Istat segnala come l’incremento delle regioni del mezzogiorno (+ 27 per cento) abbia interessato maggiormente i flussi diretti verso i paesi extra Ue (+35,7 per cento), con variazioni particolarmente significative per Russia, paesi Mercosur, e Turchia.
Molto intenso l’incremento per l’area Ue, anche per le esportazioni verso la Spagna. Per le altre regioni risulta sempre maggiore l’incremento delle esportazioni verso i paesi Ue: + 18,3 per cento per quelle del centro, +16,4 per cento per quelle nord-orientali e +14,2 per cento per quelle nord-occidentali.
I principali incrementi delle esportazioni comunitarie sono stati registrati dalle regioni del nord-est verso Regno Unito e dall’Italia centrale verso Francia e Germania. Per quanto riguarda i paesi extra Ue i principali aumenti si registrano dalle regioni del centro e del nord-est verso i paesi Mercosur, dalle regioni nord-orientali verso la Cina e da quelle nord-occidentali e del mezzogiorno verso la Turchia. Risulta in flessione la quota delle esportazioni della ripartizione nord-occidentale sul complesso delle esportazioni nazionali, passata dal 40,5 al 39,9 per cento, con una caduta maggiore sui mercati dell’area extra Ue (dal 40,7 al 39,7 per cento).
Fonte: Istat

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